Storia di Coraggio, Amore e Pandemia – Donne al Lavoro

da | Mag 25, 2021 | Costume & Società, Lavoro, Risorse locali | 0 commenti

Continuiamo a parlare di donne al lavoro, dopo il precedente articolo.

Questa volta ci troveremo a confronto con due donne che, di fronte alla perdita del lavoro conseguente l’emergenza da pandemia, hanno deciso di rimboccarsi le maniche ed affrontare un’impresa che in altri tempi sarebbe stata difficile, oggi addirittura quasi impossibile: avviare un’azienda dal nulla con le sole proprie capacità.

Non per rovinarvi la suspence ma… ve lo dico subito: ci sono riuscite.

Nessun limite eccetto il cielo

Storia di Coraggio - Alcuni capi
Alcuni dei capi in vendita, la collezione si compone di nomi noti e produzione interna.

Premessa

La storia che mi accingo a narrare vede protagoniste due residenti della zona del III Municipio conosciuta come Espero – Sacco Pastore, area residenziale situata nell’ansa dell’Aniene.

Il contesto: Espero – Sacco Pastore

Lambita da un lato dalla via Nomentana e da un altro dalla tangenziale e la ferrovia, vede nel rimanente perimetro la presenza di un’area verde dove troviamo una ciclabile e spazi variamente attrezzati.

Tra questi un piccolo parco giochi di cui alcuni residenti si prendono cura, su base volontaria, per la gioia dei bambini di zona. Gli interventi sono sempre caratterizzati dalla filosofia del recupero, riuso e riciclo, dettaglio che avrà importanza fondamentale nella nostra storia.

Le protagoniste

– Marta, capace organizzatrice di mostre ed eventi a livello internazionale.

– Eva, abile sarta e modellista.

Come purtroppo accaduto per molte persone, amaramente più per le donne che per gli uomini, la crisi legata alla pandemia ha portato via loro il lavoro in questo ultimo anno.

L’incontro

Galeotto fu il parchetto, così racconta Marta. Galeotto perché, in occasione del natale scorso, in un intervento per addobbarlo, le chiacchiere tra amici si sono evolute verso un “si potrebbe fare di più”. L’argomento era il rispetto per l’ambiente e le condizioni difficili in ambito lavorativo.

Un mondo migliore è possibile

Questo il pensiero che ha spinto Marta ed Eva a riflettere su due fronti distinti:

– Risolvere il loro problema lavorativo.

– Portare il proprio contributo per un mondo migliore.

Storia di Coraggio - Le titolari - Marte ed Eva
Marta (a sinistra) ed Eva (a destra)
Le due protagoniste di questa avventura

L’Idea

Siamo a gennaio quando, tra un caffè da asporto ed un’attività motoria, cominciano a ragionare sulla possibilità di unire le loro capacità organizzative e quelle produttive insieme ai loro valori comuni.

Nasce così l’idea: dare vita ad una piccola impresa che si occupi di abbigliamento per bambini di qualità e alla moda.

Su una cosa hanno le idee chiare: la loro attività deve avere rispetto per l’ambiente e per il lavoro.

L’azione

In piena zona rossa a singhiozzo, con tutte le limitazioni del caso, Marta ed Eva decidono di provarci.

Così avviano le procedure per ottenere le garanzie di un fondo destinato all’imprenditoria femminile, che gli avrebbe permesso di ottenere un finanziamento altrimenti inaccessibile a due persone oramai senza lavoro.

Storia di Coraggio - Vista d'insieme
Una visione d’insieme degli spazi, essenziali e gradevoli allo stesso tempo.
Sullo sfondo si intravede Eva all’opera.

Il coraggio

Una situazione paradossale e kafkiana si para loro davanti:
– per accedere al finanziamento servono garanzie
– per accedere al fondo di garanzia serve un contratto di affitto per la sede della nuova attività
– per pagare l’affitto bisogna avere i soldi del finanziamento

Qui entra in gioco il coraggio, quello che fa superare gli ostacoli più grandi, quello di chi getta il cuore oltre l’ostacolo.

Decidono che la loro idea è troppo valida, che non ci sono dubbi, che tutto andrà per il meglio perché sono capaci e preparate, ma, soprattutto, sono tenaci e determinate.

Prendono in affitto quello che sarà il loro futuro negozio di abbigliamento per bambini.

Il sogno che diventa realtà

Sono passati pocchissimi mesi ed ecco che il sogno diventa realtà: PEZZETTINO, questo il nome dell’attività, è oggi una realtà che offre prodotti di qualità, realizzati con materiali certificati sia per l’impatto ambientale che per il rispetto dei diritti dei lavoratori.

Pezzettino – piccola moda sostenibile

fatti a mano – sostenibilmente nuovi- usati con amore

Questo il nome, mutuato da un classico della letteratura per bambini, e questa è la presentazione che danno le due donne protagoniste di questa affascinante avventura:

“Abbiamo deciso di darle la forma di un orsetto e il nome di un classico della letteratura per l’infanzia, che tanto amano i nostri bimbi.
E che rappresenta anche il nostro approccio alla vita:
– un pezzettino alla volta si possono realizzare i piccoli sogni;
– un pezzettino alla volta ci si può avvicinare ad uno stile di vita più consapevole e sostenibile;
– un pezzettino alla volta si conquista la felicità.
E i pezzettini di stoffa saranno i nostri compagni in questa nuova ed emozionante esperienza.
Non si tratta di cambiare il mondo, si tratta di cambiare il pezzettino di mondo intorno a te…”

Storia di Coraggio - Il Logo

Marchi e certificazioni

I capi realizzati internamente, a marchio Pezzettino, sono ottenuti dall’uso di materiali con le seguenti certificazioni:

  • GOTS (global organic textile standard) per le fibre tessili da filiera biologica
  • Fairtrade (commercio equo e solidale) per il rispetto dei diritti dei lavoratori.
  • FSC (forest stewardship council) per la gestione forestale responsabile.
  • Oeko-Tex Standard 100 per la certificazione di produzione ecocompatibile ed assenza di sostanze nocive nei prodotti finali e nei semilavorati.
  • GRS (global recycling standard) per la certificazione del riciclo dei materiali
    Storia di Coraggio - Alcuni capi di produzione propria
    Capi a marchio Pezzettino, disegnati e realizzati internamente all’azienda

    Oltre alla produzione interna vengono proposti, con le stesse certificazioni, i capi delle seguenti aziende:

    Mini rodini – Mainio – Matona – The simple folk – Little Green radicals

    “Abbiamo individuato questi marchi per la qualità dei materiali e per l’etica del lavoro che viene rispettata durante tutta la filiera produttiva (a partire dalla coltivazione del cotone fino alla sua lavorazione).

    Tutto viene svolto nel rispetto dell’ambiente e dell’essere umano che crea e realizza i capi.”

    Storia di Coraggio - Alcuni capi di abbigliamento
    Capi di marchi internazionali certificati

    Dove

    Marta ed Eva, con il loro atelier dedicato alla moda sostenibile per i più piccoli (3 mesi – 8 anni), potete trovarle in via Val Trompia 126, di seguito i recapiti:

    Conclusione

    Siamo arrivati alla fine di questo articolo che spero vi sia piaciuto ed al quale ne seguiranno presto altri.

    Probabilmente qualcuno si starà chiedendo però dov’è l’amore di cui si parla nel titolo?

    Ebbene, l’amore è nell’avventura intrapresa, l’amore è nell’inseguire un sogno, l’amore è nella scelta di pensare anche a tutti i lavoratori e le lavoratrici coinvolte nella filiera produttiva, l’amore è nel rispetto della natura, l’amore è nel mondo che verrà, l’amore è volere un futuro migliore per i propri figli e le proprie figlie, l’amore è nell’essere oggi il cambiamento che vorremmo vedere.

    L’amore è anche nelle famiglie di Marta ed Eva che, per usare le parole di una delle protagoniste “sono famiglie sane, dove i nostri compagni sono stati al nostro fianco in questa impresa, sostenendoci nelle scelte ed orgogliosi della nostra intraprendenza”

    Storia di Coraggio - Espositore
    Una piccola bacheca con oggetti per intrattenere i piccoli
    Storia di Coraggio - Espositore abiti
    Un angolo del negozio con i capi in esposizione
    Storia di Coraggio - Il sanificante vestito
    Anche il gel sanificante ha diritto ad un vestito
    Luca "Roscio" Luceri
    Author: Luca "Roscio" Luceri

    Amante delle vacanze in campeggio, della buona cucina e di tecnologia. Amministratore dal 2015 del gruppo facebook "Montesacro Talenti - III Municipio (Roma)" Webdesigner dalla nascita del web, il primo computer è stato un VIC 20 della Commodore, la prima connessione in rete (Fidonet) nel 1987 tramite un modem a 300 baud.

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